
Le fluttuazioni di tensione sul posto di lavoro non sono una questione teorica: fanno parte della realtà quotidiana. Nel controllo delle alghe tramite UV negli acquari, eventuali cali o aumenti di tensione possono far sì che la lampada non riceva abbastanza corrente, oppure la possono spingere al limite delle sue capacità. In entrambi i casi, la distribuzione spettrale della luce cambia, e così anche la dose precisa di 254 nm necessaria per distruggere il DNA delle alghe. Il risultato è un controllo instabile delle alghe, con loro ripresa dopo poco tempo, e interventi di manutenzione non previsti.
Abbiamo creato un circuito a feedback che compensa le variazioni di tensione e mantiene la potenza della lampada entro limiti stabili. La lampada funziona con una corrente costante, e non con la tensione di rete variabile. La luminosità rimane costante per tutta la durata di vita della lampada, con una distribuzione spettrale uniforme, grazie alla sorgente a amalgama a bassa pressione. Questo garantisce un’irradiazione regolare, una dose UV prevedibile, e riduce il numero di volte in cui le alghe possono riprendersi.
L’ambiente in cui opera la lampada è estremamente difficile: umido, spesso corrosivo e pieno di disturbi elettrici. La compensazione presente nel circuito permette alla lampada di funzionare sempre nei limiti prestabiliti, evitando che la luminosità diminuisca quando vengono attivati altri dispositivi. Si ottiene così una repressione efficace delle alghe, una chiarezza dell’acqua costante, e meno interventi di manutenzione. Il consumo energetico rimane vicino ai valori indicati sulla scheda tecnica, e la lampada dura per tutto il periodo previsto senza perdita di efficienza.
È importante installarla correttamente: è necessario un collegamento elettrico sicuro e un circuito dedicato, per evitare interferenze da parte di altri dispositivi. È inoltre fondamentale abbinare la lampada al materiale del rivestimento del reattore, e scegliere la giusta portata del flusso d’acqua: una luminosità insufficiente non può compensare un tempo di contatto troppo breve tra la lampada e l’acqua. Bisogna anche verificare la compatibilità dei connettori e mantenere pulito il rivestimento in quarzo. Lo sviluppo di incrostazioni e biofilm sul rivestimento riduce la dose di UV prima ancora che quest’ultima raggiunga l’acqua.